Aprile 19, 2026

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Pinot Grigio e Chenin Blanc raccontano una Sicilia che accoglie e trasforma perchè siciliano non è solo chi ci nasce ma anche chi lo diventa

Alcamo / Verona – In occasione di Vinitaly 2026, Tonnino partecipa con un progetto di approfondimento dedicato a Pinot Grigio e Chenin Blanc, due vitigni internazionali che, coltivati in Sicilia, trovano una nuova espressione identitaria. Il racconto della cantina parte dal territorio di Alcamo, storicamente vocato alla viticoltura, dove le condizioni pedoclimatiche, la ventilazione costante e la vicinanza al mare contribuiscono a definire vini di equilibrio, freschezza e precisione espressiva. È in questo contesto che l’azienda guidata da Antonio Tonnino sviluppa una viticoltura attenta e consapevole, capace di valorizzare sia i vitigni autoctoni sia quelli di respiro internazionale. La sede della cantina, Baglio Ceuso, rappresenta il cuore storico e produttivo dell’azienda: un luogo simbolo della tradizione agricola siciliana, oggi reinterpretato come spazio di ricerca, accoglienza e dialogo tra passato e presente. Da qui nascono vini che raccontano una Sicilia contemporanea, aperta e in continua evoluzione: «Baglio Ceuso è il punto di partenza di tutto. Qui custodiamo la memoria agricola del territorio di Alcamo e allo stesso tempo guardiamo al futuro – racconta Antonio Tonnino – Crediamo in una Sicilia capace di accogliere, sperimentare e dare identità, se un vitigno riesce a raccontare la nostra terra con sincerità, allora può diventare parte della nostra storia, indipendentemente dalla sua origine».

Il Pinot Grigio, prodotto in tre versioni (Costa di mezzo vinificato in bianco, Pizzo di Gallo in versione ramata e Poggio del Re metodo ancestrale) si distingue per equilibrio, freschezza e precisione aromatica, mentre lo Chenin Blanc Mediterraneo sorprende per complessità, verticalità e capacità di interpretare le condizioni del territorio siciliano con eleganza e tensione. Due vini che esprimono la capacità della Sicilia di trasformare ciò che accoglie, senza snaturarne l’identità: «La nostra idea di Sicilia è inclusiva e dinamica – precisa Antonio Tonnino – Un vitigno diventa siciliano quando riesce a dialogare con il territorio e a restituirne l’anima nel bicchiere. Ad Alcamo, grazie a un patrimonio viticolo storico e a un contesto climatico unico, Pinot Grigio e Chenin Blanc trovano una nuova voce perché siciliano non è solo chi nasce sull’isola, ma anche chi lo diventa».

Durante Vinitaly sarà possibile conoscere e degustare anche gli altri vini che completano il racconto aziendale, dal celebre Ceuso (Bianco e Rosso), ai monovarietali da Grillo, Nero d’Avola, Zibibbo e Syrah.