Muretti a secco, transumanza, cultura alpina e Trenino Rosso del Bernina: tra ottobre e novembre, un viaggio nelle tradizioni della valle incontra degustazioni, feste e appuntamenti sportivi.
Ci sono paesaggi che raccontano il lavoro di intere generazioni. In Valtellina basta osservare i vigneti che risalgono i pendii, seguire il ritorno degli animali dagli alpeggi o attraversare le Alpi a bordo del Trenino Rosso del Bernina per scoprire quanto la storia delle comunità sia intrecciata a quella della montagna.
L’autunno rende questo legame particolarmente visibile. I boschi cambiano colore, i prodotti di stagione arrivano sulle tavole e borghi e cittadine ospitano appuntamenti dedicati alla gastronomia, allo sport e alla cultura locale. A fare da filo conduttore è un patrimonio che comprende opere, conoscenze e tradizioni riconosciute dall’UNESCO.
La Giornata internazionale del patrimonio culturale immateriale del 17 ottobre offre così l’occasione per guardare alla Valtellina attraverso ciò che le persone continuano a fare, custodire e trasmettere.

Le pietre che disegnano i vigneti
Tra Buglio in Monte e Tirano, i muretti a secco sostengono i terrazzamenti e modellano il versante coltivato della valle. Secondo i dati diffusi da APF Valtellina, si contano circa 2.500 chilometri di muri e 750 ettari di terrazzamenti, coltivati soprattutto a vite, a quote comprese tra i 300 e quasi gli 800 metri.
Dietro questo paesaggio c’è una tecnica precisa: scegliere e incastrare le pietre senza utilizzare cemento o malta. Una sapienza artigianale che ha permesso di rendere coltivabili pendii ripidi e che contribuisce alla cura del territorio.
Il riconoscimento UNESCO, arrivato nel 2018, riguarda l’arte della costruzione in pietra a secco, cioè le conoscenze e le abilità tramandate nel tempo. In Valtellina questa pratica trova una delle sue espressioni nei vigneti del Nebbiolo delle Alpi, alla base dei vini che raccontano l’identità enologica locale.

Transumanza e alpinismo, la cultura della montagna
Anche la transumanza, riconosciuta dall’UNESCO nel 2019, conserva in Valtellina una dimensione concreta e comunitaria. Il rientro autunnale del bestiame dagli alpeggi al fondovalle porta con sé usanze, feste e conoscenze legate all’economia pastorale.
È un passaggio stagionale che racconta il rapporto tra allevatori, animali e ambiente, mantenendo viva una memoria condivisa dalle comunità.
Nello stesso anno è stato riconosciuto anche l’alpinismo, attraverso una candidatura congiunta di Italia, Francia e Svizzera. Un patrimonio che va oltre la conquista di una vetta e comprende conoscenza dell’ambiente, capacità tecniche, solidarietà e fiducia reciproca. Valori che appartengono alla cultura alpina e si trasmettono attraverso l’esperienza.
L’autunno si scopre anche a tavola
Questa relazione con il territorio emerge anche nella cucina. Pizzoccheri della Valtellina IGP, Bresaola della Valtellina IGP, Bitto DOP e Valtellina Casera DOP raccontano produzioni e abitudini alimentari che continuano a caratterizzare la valle.
A Teglio, i Weekend del Gusto proseguono con appuntamenti dedicati ai funghi fino al 18 ottobre, alla cacciagione dal 24 ottobre all’8 novembre e ai sapori autunnali dal 14 al 29 novembre.
In Val Masino, la rassegna Sapori d’Autunno propone tre fine settimana — 17 e 18 ottobre, 24 e 25 ottobre, 31 ottobre e 1° novembre — dedicati a castagne, funghi e selvaggina.
Il 17 e 18 ottobre, Morbegno ospita la 119ª Mostra del Bitto, con degustazioni, laboratori e attività che valorizzano il formaggio e la memoria delle lavorazioni tradizionali.
A Tirano, il 31 ottobre e il 1° novembre, l’Eroico Rosso Sforzato Wine Festival porta lo Sforzato di Valtellina DOCG nei saloni, nelle corti e nei giardini dei palazzi cittadini, affiancando le degustazioni a masterclass, musica e visite guidate.
Dal 31 ottobre al 29 novembre, nei fine settimana, torna inoltre in Val Tartano l’Accademia della polenta, giunta alla ventunesima edizione.
Tra vigneti, sentieri e ferrovia
Il calendario autunnale comprende anche la corsa in montagna. Il 25 ottobre Morbegno accoglie il Trofeo Vanoni, mentre il 7 novembre il Valtellina Wine Trail attraversa vigneti terrazzati, borghi e cantine, con tre distanze di 13, 21 e 42 chilometri.
Per conoscere il paesaggio da un’altra prospettiva, da Tirano parte il Trenino Rosso del Bernina. La Ferrovia retica nel paesaggio dell’Albula e del Bernina è iscritta nella Lista del Patrimonio mondiale UNESCO dal 2008: il riconoscimento comprende un’opera di ingegneria capace di inserirsi nello scenario alpino e diventarne parte.
Il percorso incontra il viadotto elicoidale di Brusio, il Lago Bianco, il Lago Nero e l’Ospizio Bernina, a 2.253 metri di altitudine.
Tra un viaggio in treno, una passeggiata e una degustazione, la Valtellina offre così una lettura della montagna fatta di gesti, persone e luoghi. L’autunno è la stagione in cui questo racconto prende i colori dei boschi e il sapore delle tradizioni.
Informazioni sul territorio e sul calendario degli eventi: www.valtellina.it.


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