Dal 1° al 4 febbraio a Riva del Garda, il progetto “Design for Food” riunirà ADI VTAA e Fondazione Casa Artusi in un percorso tra cultura gastronomica, progettazione e accessibilità.
L’accoglienza comincia prima dell’assaggio. A costruire l’esperienza di un pranzo o di una cena concorrono la luce, i materiali, gli arredi, gli oggetti e il modo in cui viene apparecchiata la tavola. Da questa visione nasce “Design for Food, cultura gastronomica e ospitalità”, il progetto che sarà presentato alla 51ª edizione di Hospitality – Il Salone dell’Accoglienza, in programma dal 1° al 4 febbraio 2027 nel quartiere fieristico di Riva del Garda.
Realizzata da ADI VTAA, la Delegazione Veneto e Trentino-Alto Adige dell’Associazione per il Disegno Industriale, in collaborazione con Fondazione Casa Artusi, l’iniziativa esplorerà il rapporto tra persona, cibo e spazio attraverso otto tavoli: altrettante interpretazioni del rito della convivialità e delle possibilità offerte dal design alla ristorazione.

La tavola come esperienza
Inserita nel percorso “Esperienze e sensibilità con il linguaggio materico”, la mostra metterà in relazione progettazione degli interni, mise en place e food design. Il racconto partirà dalle composizioni di materiali elaborate dai progettisti soci ADI, attraverserà gli oggetti e gli strumenti utilizzati a tavola e arriverà al cibo, alle sue forme, alle consistenze e alle modalità di presentazione.
Gli otto tavoli saranno concepiti come strutture flessibili e multifunzionali, capaci di ospitare anche degustazioni e momenti di show-cooking. Il percorso offrirà così una lettura della ristorazione nella quale ogni elemento contribuisce alla qualità dell’esperienza.
Per Alessandra Albarelli, direttrice generale di Riva del Garda Fierecongressi, il progetto amplia la riflessione sull’accoglienza, evidenziando il dialogo tra spazi, materiali, servizio e cucina. Una prospettiva che mette al centro la persona, con attenzione alla qualità, all’accessibilità e al benessere complessivo dell’ospite.

Il colore si riconosce anche con il tatto
Uno degli otto tavoli sarà dedicato all’accessibilità per le persone non vedenti. Protagonista sarà COLORILLE©, un sistema di segni in rilievo che permette di riconoscere i colori degli oggetti attraverso il tatto.
Applicato a prototipi di piatti e bicchieri, il sistema mostrerà come la mise en place possa diventare anche uno strumento di orientamento e autonomia. Il focus, sviluppato da Carlo Trevisani e Silvia Sandini, porterà l’attenzione su un aspetto concreto dell’ospitalità: rendere l’esperienza della tavola più inclusiva attraverso la progettazione degli oggetti.

Casa Artusi, tra memoria e cucina contemporanea
La collaborazione con Fondazione Casa Artusi arricchirà il programma con animazioni gastronomiche e uno show-cooking. La preparazione dei piatti diventerà occasione per raccontare la cultura della cucina italiana, intrecciando tecnica, memoria, tradizione e contemporaneità.
Il contributo della Fondazione richiamerà l’eredità di Pellegrino Artusi e il valore della cucina domestica come patrimonio di conoscenze e relazioni. Per il presidente Andrea Segrè, portare questa eredità in un progetto dedicato al design dell’ospitalità significa valorizzare la capacità della cucina di trasmettere identità, creare connessioni e unire le persone.
Il percorso darà spazio anche ai temi della sostenibilità e della biodiversità, collegando la cultura gastronomica alle scelte che accompagnano la produzione, la preparazione e il consumo del cibo.

Oggetti, fiori e identità olfattiva
La mostra comprenderà una selezione di oggetti provenienti dall’ADI Index e dal Compasso d’Oro, con il contributo dell’architetto Michele Cuomo, componente della Commissione Food Design di ADI e vincitore del Compasso d’Oro International Award 2015.
A completare l’iniziativa saranno gli approfondimenti sul flower design, con Claudia Antolini, e sul branding olfattivo, curato da Laura Favaretto del laboratorio Meitei. Competenze diverse che contribuiranno a raccontare come si costruisce l’identità di un ambiente e come questa influisce sulla percezione dell’ospite.
“Design for Food, cultura gastronomica e ospitalità” sarà uno dei progetti della prossima edizione di Hospitality, la manifestazione organizzata da Riva del Garda Fierecongressi e dedicata ai professionisti dell’HoReCa. L’appuntamento è dal 1° al 4 febbraio 2027 a Riva del Garda, per esplorare un’idea di accoglienza nella quale il piacere della tavola nasce dall’incontro tra cucina, cultura e attenzione alle persone.
Informazioni: www.hospitalityriva.it


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