10 Ottobre 2026

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Montefioralle DiVino: il Chianti si racconta tra le mura di uno dei suoi borghi più belli

Dal 25 al 27 settembre 2026 il piccolo borgo medievale alle porte di Firenze celebra i vini del territorio. Tre giorni per incontrare i produttori e scoprire il Chianti attraverso calici, vigne, storia e paesaggio.

C’è un luogo nel Chianti dove il vino non ha bisogno di essere raccontato lontano dal territorio in cui nasce. Basta attraversare una porta medievale, percorrere pochi metri tra case di pietra e antiche mura e alzare lo sguardo verso le colline ricamate da vigneti e oliveti.

È Montefioralle, minuscolo borgo arroccato sopra Greve in Chianti, che dal 25 al 27 settembre 2026 torna a ospitare Montefioralle DiVino, appuntamento dedicato alle produzioni vinicole del territorio.

Più che una semplice degustazione, è un’occasione per mettere insieme ciò che nel Chianti è difficile separare: vino, paesaggio, storia e persone.

Un borgo da percorrere lentamente

Montefioralle conserva ancora oggi un impianto medievale straordinariamente leggibile. Il borgo si sviluppò intorno a un antico castello posto in posizione strategica lungo le vie di collegamento tra Firenze e Siena e mantiene la caratteristica struttura ad anello racchiusa dalla cinta muraria.

Passeggiare per Montefioralle significa entrare in una dimensione raccolta: stradine lastricate, archi, corti, case in pietra e scorci che improvvisamente si aprono sulla campagna.

Il borgo è vicinissimo a Greve in Chianti, eppure bastano pochi passi oltre le sue mura perché la percezione cambi completamente. Il rumore lascia spazio al silenzio e il paesaggio torna protagonista.

È proprio questa dimensione a renderlo particolarmente adatto a raccontare il vino.

Qui il calice non arriva da solo: intorno ci sono le vigne dalle quali nasce, le colline che ne determinano il carattere e le persone che continuano a coltivare e trasformare questo territorio.

Il legame con la famiglia Vespucci

Tra le curiosità custodite dal borgo c’è anche un legame con uno dei nomi più conosciuti della storia delle esplorazioni.

Secondo la tradizione, infatti, la famiglia di Amerigo Vespucci, navigatore e cartografo fiorentino il cui nome sarebbe stato utilizzato per indicare il continente americano, avrebbe avuto origini proprio a Montefioralle.

Nel borgo una targa sulla cosiddetta Casa Vespucci ricorda ancora oggi la presenza della famiglia nel territorio.

È uno di quei piccoli dettagli che aiutano a comprendere come, dietro le dimensioni ridotte di Montefioralle, si nasconda una storia molto più grande.

Quando il borgo diventa una cantina diffusa

Durante Montefioralle DiVino, sono le strade e le piazzette del paese a trasformarsi idealmente in un percorso tra le produzioni delle aziende vitivinicole locali.

Dal 25 al 27 settembre sarà possibile incontrare direttamente i produttori, ascoltarne le storie e soprattutto assaggiare i vini là dove quei vini prendono forma.

Ed è probabilmente questo l’aspetto più interessante della manifestazione.

Non soltanto sapere cosa c’è dentro una bottiglia, ma capire da dove viene.

Dietro ogni etichetta ci sono infatti vigne, terreni, esposizioni, annate, scelte produttive e spesso generazioni di famiglie che hanno costruito il proprio rapporto con queste colline.

Passeggiando per Montefioralle, il vino smette così di essere semplicemente un prodotto da degustare e diventa una maniera per leggere il territorio.

Settembre, il mese in cui il Chianti cambia ritmo

Anche il periodo scelto contribuisce al fascino dell’appuntamento.

Settembre nel Chianti significa vendemmia.

Nelle campagne il lavoro nelle vigne entra in uno dei suoi momenti più importanti e il paesaggio comincia lentamente a cambiare colore, preparandosi all’autunno.

È un periodo nel quale il rapporto tra vino e territorio diventa particolarmente evidente: sulle strade si incrociano trattori e cassette d’uva, nelle aziende cominciano le lavorazioni in cantina e tra i filari si conclude un ciclo iniziato molti mesi prima.

Visitare Montefioralle proprio in questi giorni permette quindi di aggiungere alla degustazione qualcosa che nessuna scheda tecnica può raccontare completamente: il momento in cui il vino comincia davvero a nascere.

Il Chianti oltre il bicchiere

Il Chianti, del resto, non è soltanto una delle aree vinicole italiane più conosciute al mondo.

È un paesaggio culturale costruito nei secoli intorno alla vite e all’olivo, alle fattorie, alle ville, alle pievi, ai castelli e ai piccoli borghi.

Montefioralle può diventare così anche il punto di partenza per continuare il viaggio.

A pochi minuti c’è Greve in Chianti, mentre proseguendo attraverso le colline si incontrano Panzano, Castellina, Radda e Gaiole. Nomi che, prima ancora di indicare destinazioni turistiche, raccontano differenti pezzi di una stessa cultura del territorio e del vino.

Ed è forse proprio questo il modo migliore per vivere Montefioralle DiVino: senza considerarlo un evento isolato, ma come una porta d’ingresso nel Chianti.

Un calice, poi un altro passo

Per tre giorni Montefioralle mette insieme la semplicità di una passeggiata in un borgo e la complessità di un territorio vinicolo.

Si entra dalle antiche mura, si incontra un produttore, si assaggia un vino. Poi si continua a camminare. Un vicolo, un panorama, un’altra storia, un altro calice.

Senza fretta.

Perché forse il valore più autentico di Montefioralle DiVino sta proprio qui: ricordare che per conoscere davvero un vino qualche volta bisogna uscire dalla cantina e guardarsi intorno.

Dal 25 al 27 settembre, a Montefioralle, intorno al bicchiere ci sarà tutto il Chianti.