Il Museo Archeologico e della Civiltà Contadina di Delia entra nella Rete dei Musei Comunali di ANCI Sicilia, rafforzando il percorso di valorizzazione del patrimonio storico e culturale del territorio.
Una realtà museale che negli ultimi tempi si è ulteriormente arricchita con due spazi dedicati allo scrittore deliano Stefano Vilardo e alla Settimana Santa, affiancando le sezioni storicamente dedicate all’archeologia e alla civiltà contadina.
Il museo, situato in piazza Castello, custodisce innanzitutto un’importante testimonianza della storia del Castello Normanno di Delia, il “Castiddrazzu”.
Nella sezione archeologica sono infatti conservati reperti provenienti dalle campagne di scavo condotte tra il 1987 e il 1995 nell’area della fortezza. Ceramiche, utensili e frammenti documentano le diverse fasi storiche del territorio, comprese le dominazioni araba e normanna.
Dopo essere rimasti per quasi trent’anni al Museo Regionale di Gela, i reperti sono tornati a Delia, andando a costituire uno degli elementi centrali del percorso espositivo cittadino.
Accanto all’archeologia trova spazio la Civiltà Contadina, con una raccolta di strumenti utilizzati nella coltivazione, nella mietitura e nella lavorazione dei campi, insieme a oggetti legati alla quotidianità delle famiglie rurali.
Una sezione che conserva la memoria di attività, mestieri e consuetudini che per generazioni hanno rappresentato una componente essenziale dell’economia e della società del territorio nisseno.

I nuovi spazi: Stefano Vilardo e la Settimana Santa
Il percorso museale si è recentemente ampliato con una sezione dedicata a Stefano Vilardo.
Grazie alla donazione della biblioteca personale dello scrittore da parte dei familiari, il museo custodisce oggi libri, documenti e altri materiali attraverso i quali è possibile ripercorrerne l’esperienza umana e letteraria.
Un’altra area è stata invece riservata alla Settimana Santa di Delia, tra le tradizioni religiose e popolari più importanti della comunità.
La rappresentazione della Passione di Cristo è documentata fin dal XVIII secolo. Nel nuovo spazio sono esposti abiti originali utilizzati nelle rappresentazioni, manichini che ricostruiscono i personaggi del “Mortorio”, fotografie storiche, pannelli e documenti che raccontano l’evoluzione della manifestazione.

Bancheri: «La cultura deve vivere di connessioni»
Soddisfazione viene espressa dal sindaco di Delia Gianfilippo Bancheri.
«L’adesione alla Rete dei Musei di ANCI Sicilia rappresenta un passo fondamentale per la valorizzazione del nostro patrimonio culturale e storico. Il nostro territorio custodisce un’identità preziosa e duplice, che si esprime sia nelle straordinarie testimonianze della sezione del nostro Museo dedicata all’archeologia, custode delle nostre radici più antiche, sia nella sezione dedicata alla Civiltà Contadina, che racconta la memoria, il lavoro e le tradizioni della nostra comunità».
«Crediamo fortemente – prosegue Bancheri – che la cultura debba vivere di connessioni: fare rete ci permetterà di inserire queste nostre realtà in un circuito virtuoso di promozione e scambio a livello regionale, amplificando l’attrattività del territorio».
Il sindaco ringrazia quindi ANCI Sicilia per un’opportunità che, nelle intenzioni dell’amministrazione, dovrà contribuire a trasformare il museo in un motore di sviluppo culturale, turistico e sociale.
L’ingresso al Museo Archeologico e della Civiltà Contadina è gratuito. L’apertura ordinaria è prevista dal lunedì al venerdì, dalle ore 9 alle 13. Sabato, domenica e festivi le visite sono possibili su prenotazione o in concomitanza con eventi e manifestazioni.
L’ingresso del museo nella rete regionale offre adesso un’ulteriore occasione per far conoscere Delia attraverso un patrimonio che unisce archeologia, memoria del lavoro, letteratura e tradizioni popolari.



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