Domenica a Teatro chiude in bellezza: al Teatro Regina Margherita il Gran Gala di Premiazione del concorso “Peppe Nasca – Targa Michele Abate”
Si avvia alla conclusione la terza edizione di “Domenica a Teatro”, il concorso teatrale dedicato a Peppe Nasca e alla Targa Michele Abate, che in queste settimane ha riportato al Teatro Regina Margherita di Caltanissetta il calore, la passione e l’identità più autentica del teatro popolare siciliano.

Un percorso fatto di spettacoli, partecipazione e confronto tra compagnie provenienti da tutta la Sicilia, che ha visto il pubblico nisseno tornare protagonista, riempiendo il teatro e riscoprendo il valore di uno spazio culturale vivo e condiviso.
Una stagione intensa, partecipata, capace di trasformare il pubblico da semplice spettatore a protagonista.
Il Concorso Teatrale “Peppe Nasca – Targa Michele Abate” si conferma, anche nella sua terza edizione, molto più di una rassegna: un vero spazio di incontro, identità e condivisione, dove il teatro torna ad essere esperienza collettiva.

Organizzata dalla compagnia Thèatron, con la direzione artistica di Ernesto Cerrito e la guida del presidente Totò Cannistraci, la manifestazione ha potuto contare sul sostegno dell’Amministrazione comunale e dell’assessore alla Cultura Giovanna Candura, consolidando il ruolo di Caltanissetta come punto di riferimento per il teatro popolare siciliano.
Compagnie provenienti da tutta la Sicilia hanno dato vita a un viaggio teatrale ricco e variegato, in cui ogni spettacolo ha portato in scena non solo una storia, ma anche un linguaggio, un’identità e una visione artistica, restituendo al pubblico un mosaico autentico della cultura teatrale isolana.

Ad aprire la stagione, una rilettura in chiave siciliana de Il malato immaginario di Molière, proposta dal Teatro del Pero di Comiso: una messinscena vivace e coinvolgente che ha valorizzato ritmo, caratterizzazione dei personaggi e una recitazione corale efficace.
Il registro brillante è proseguito con I soldi non servono a niente della compagnia Dietro le Quinte di Milazzo, uno spettacolo costruito su tempi comici efficaci e dinamiche familiari capaci di sostenere un racconto fluido e ricco di colpi di scena.

Il cuore della rassegna è stato proprio questo: un mosaico di identità teatrali. Ogni compagnia ha portato una propria cifra stilistica, una propria energia scenica. Come in Amaru cu si marita, della compagnia Le Maschere di Canicattini Bagni, una farsa brillante che ha fatto leva su tradizione, dialetto e costruzione dei personaggi.

Tra i momenti più dinamici della stagione, Appuntamento al Grand Hotel di Ray Cooney, portato in scena dal Teatro Stabile di Tremestieri Etneo, ha confermato la forza del teatro degli equivoci grazie a ritmi serrati e continui cambi di situazione.

Il tema dell’equivoco ha trovato ulteriore spazio in Frittata di cipolle e mezza palafitta della Nuova Compagnia Teatrale Cassibile, dove una trama semplice si è trasformata in un gioco teatrale fatto di dialoghi incalzanti e presenza scenica.

Spazio anche ai grandi classici con L’altro figlio di Luigi Pirandello, portato in scena dalla Compagnia del Tempo Relativo di Canicattì: una proposta intensa che ha restituito la forza drammatica del testo con una messa in scena essenziale.

E ancora Non ti pago di Eduardo De Filippo, con gli Amici del Teatro di Chiaramonte Gulfi, dove la tradizione del teatro napoletano è stata valorizzata attraverso una recitazione attenta ai tempi comici e alle sfumature emotive.

Dalla letteratura al teatro con Il Bell’Antonio di Vitaliano Brancati, interpretato dall’Associazione Teatro Arte Cultura S. Cattafi di Barcellona Pozzo di Gotto, uno spettacolo che ha saputo restituire atmosfere e tensioni del testo originale.

Il teatro si è fatto contemporaneo con The Prudes di Anthony Nielson, portato in scena dalla compagnia In Valigia di Palermo, una proposta che ha puntato su dialoghi, relazioni e dinamiche intime.

E quando il racconto incontra la musica, nasce uno spettacolo come Teresa… Il musical, della compagnia Sipario di Marsala, capace di unire recitazione, canto e movimento scenico.

A chiudere la stagione, una commedia brillante dal sapore siciliano: Cu siti, chi vuliti, li purtastivu li sordi?, portata in scena dalla compagnia “Angelo Musco” di Riesi, che ha saputo coinvolgere il pubblico grazie a ritmo e costruzione scenica efficace.

Nel corso della rassegna, il pubblico ha avuto un ruolo centrale, non solo per la partecipazione costante ma anche per il coinvolgimento diretto nella valutazione degli spettacoli, contribuendo a rendere l’esperienza ancora più condivisa.
Una stagione che ha raccontato il meglio del teatro popolare siciliano, valorizzando compagnie, territori e tradizioni, e che si avvia al suo momento conclusivo con la consegna della Targa Michele Abate allo spettacolo più votato dagli spettatori.

Il viaggio si chiude così, come ogni grande esperienza teatrale: con un applauso condiviso, lungo quanto una stagione intera.
Domenica 26 aprile, a partire dalle ore 18:00, andrà in scena il momento più atteso: il Gran Gala di Premiazione, una serata speciale che vedrà sul palco non solo i vincitori, ma tutte le compagnie protagoniste della rassegna, in un clima di festa, riconoscimento e condivisione.
Ad arricchire la serata saranno gli ospiti invitati: Antonello Capodici, Maria Giannone, il Qal’at Song Contest e il progetto Palco OpenHub con il racconto “Io Mia”, in un intreccio di linguaggi che unisce teatro, musica e narrazione.
Non sarà soltanto una premiazione, ma un momento di comunità, in cui il pubblico diventa parte integrante dello spettacolo, contribuendo a dare valore al lavoro artistico portato in scena in questa edizione.
La rassegna conferma così la centralità del teatro come spazio di incontro, partecipazione e crescita culturale, capace di coinvolgere spettatori di tutte le età.


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