26 Settembre 2026

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Hospitality 2027, il vino incontra nuovi mondi: a Riva del Garda l’accoglienza cambia prospettiva

Dal beverage alla ristorazione, dalla tecnologia al wellness: la 51ª edizione di Hospitality racconta un HoReCa sempre più interconnesso. Il vino resta uno dei linguaggi centrali dell’esperienza di accoglienza.

Il vino non vive più soltanto nella bottiglia, nella carta del ristorante o nel calice servito al banco. Sempre più spesso diventa parte di un’esperienza che comprende territorio, cucina, ospitalità, design, tecnologia e relazione con il cliente.

È anche da questa trasformazione che prende forma la prossima edizione di Hospitality – Il Salone dell’Accoglienza, in programma al quartiere fieristico di Riva del Garda dall’1 al 4 febbraio 2027. Sarà la 51ª edizione della manifestazione, che per il nuovo triennio sceglie come filo conduttore il concept “Infinite perspectives – Many worlds. One kaleidoscopic experience”.

Un caleidoscopio come metafora di un settore nel quale mondi differenti non procedono più separatamente, ma si incontrano e si contaminano. Accoglienza, ristorazione, food, beverage, tecnologia, progettazione e wellness concorrono infatti alla costruzione di un’unica esperienza per l’ospite.

Il vino dentro un sistema dell’accoglienza che cambia

Per il mondo vitivinicolo è un passaggio tutt’altro che secondario. Hospitality articola la propria offerta nelle quattro grandi aree Beverage, Food & Equipment, Contract & Wellness e Renovation & Tech, affiancandole con spazi speciali dedicati, tra l’altro, a vino, mixology, birra artigianale ed eccellenze gastronomiche.

Il punto interessante è proprio l’incontro tra questi settori.

Una cantina che dialoga con la ristorazione, un ristorante che costruisce il proprio racconto attraverso i produttori, un albergo che trasforma l’enogastronomia del territorio in esperienza per l’ospite: sono tasselli di uno stesso mercato nel quale il prodotto, da solo, non basta più.

E i numeri aiutano a comprendere le dimensioni del fenomeno. Secondo i dati riportati da Hospitality, elaborati dal Centro Studi Italgrob su dati Circana, nel 2025 il mercato HoReCa italiano ha superato i 100 miliardi di euro di fatturato, coinvolgendo 382 mila punti di consumo e almeno 1,5 milioni di occupati. Nello stesso anno, tuttavia, le visite nei locali sono diminuite dello 0,8%, mentre la crescita a valore è stata sostenuta dall’aumento medio dei prezzi.

Numeri che raccontano quindi non soltanto la forza economica del comparto, ma anche la necessità di interpretare consumatori e comportamenti che stanno cambiando.

Dalla bottiglia all’esperienza

È probabilmente qui che la prospettiva proposta da Hospitality diventa particolarmente interessante anche per chi produce e racconta vino.

La competizione non riguarda esclusivamente cosa bere, ma sempre di più dove, come e dentro quale esperienza berlo.

Territorio, racconto del produttore, abbinamento gastronomico, ambiente, servizio e capacità di creare una relazione diventano parti dello stesso valore percepito.

Giovanna Voltolini, Group Exhibition Manager di Riva del Garda Fierecongressi, sottolinea come chi entra oggi in fiera cerchi non soltanto prodotti e soluzioni, ma anche strumenti per comprendere la direzione del proprio mercato. Le intuizioni, osserva, possono arrivare proprio dall’incontro con settori differenti: materiali, tecnologie e nuovi modi di interpretare il servizio e l’esperienza del cliente.

È una lettura che vale particolarmente per il vino, prodotto profondamente legato a un luogo ma, allo stesso tempo, capace di diventare elemento trasversale dell’offerta turistica e dell’ospitalità.

Un caleidoscopio per raccontare l’HoReCa

La nuova immagine di Hospitality nasce proprio da questa idea. Il caleidoscopio combina elementi differenti generando continuamente nuove figure: allo stesso modo la manifestazione vuole mettere in relazione comparti, professionalità e competenze che insieme possono produrre nuove opportunità.

La campagna accompagnerà Hospitality per il triennio 2027-2029 e sarà declinata ogni anno attraverso nuove composizioni, mantenendo la stessa matrice visiva.

La 51ª edizione occuperà oltre 46 mila metri quadrati e riunirà operatori e professionisti dell’HoReCa, con un programma che comprende anche Outdoor Boom e proposte dedicate a design, progettazione inclusiva e nuovi concept esperienziali.

Per il mondo del vino, dunque, Riva del Garda può diventare qualcosa di più di una vetrina commerciale: un luogo nel quale osservare come cambia il modo di bere, mangiare, viaggiare e accogliere.

Ed è forse questa la prospettiva più interessante: il vino continua a raccontare il proprio territorio, ma oggi quel racconto entra sempre più spesso in relazione con molti altri mondi.