Un itinerario tra curiosità, simboli, miti e storie popolari che svelano il lato più insolito del capoluogo toscano
Passeggiare per Firenze significa non solo lasciarsi incantare dai monumenti e dai capolavori artistici che hanno reso la città celebre in tutto il mondo, ma anche scoprire un volto più curioso e sorprendente. Tra aneddoti che vedono protagonisti potenti signori, artisti geniali e personaggi eccentrici, miti, leggende e dettagli nascosti, basta alzare lo sguardo per imbattersi in autentiche chicche che raccontano la storia della città da una prospettiva inedita.
Un viaggio tra curiosità e segreti che rende ogni passeggiata un’esperienza ricca di fascino.
Firenze è una di quelle città che non finisce mai di stupire: non solo è un museo a cielo aperto, ma si presenta come un vero e proprio scrigno di tesori nascosti, leggende e dettagli che conferiscono al capoluogo toscano un fascino ancora più misterioso. Ogni strada è intrisa di magia e di misteri che spesso sfuggono anche al visitatore più attento e curioso.
Chi arriva in Piazza della Signoria, cuore politico cittadino sin dal Medioevo, va spesso troppo di fretta per dirigersi direttamente agli Uffizi e offre giusto qualche occhiata veloce o pochi momenti per immortalare scatti iconici. Ma, a prestare un po’ più di tempo, si può andare alla scoperta di dettagli inaspettati.
Sulla pietra angolare del fianco di Palazzo Vecchio si può notare un volto maschile di profilo, che secondo la tradizione popolare è un’incisione estemporanea di Michelangelo: nota come l’Importuno o l’Inopportuno, è un piccolo profilo umano scolpito su un blocco di pietra, la bugna, che rappresenterebbe un cittadino particolarmente pressante, solito intrattenere il grande artista con chiacchiere piuttosto futili.
A destra di Palazzo Vecchio c’è la Loggia dei Lanzi, che tra le varie opere d’arte ospitate, oltre al celebre Ratto delle Sabine del Giambologna, accoglie la statua del Perseo con la testa di Medusa. La scultura in bronzo raffigura l’eroe greco che ha appena decapitato Medusa, ma nasconde un dettaglio piuttosto curioso: l’autoritratto segreto del suo creatore, Benvenuto Cellini.
Osservando con attenzione la statua da dietro, infatti, si può scorgere, tra la nuca dell’eroe e l’elmetto, proprio il volto del Cellini, un uomo con la barba, a dimostrazione della straordinaria abilità tecnica dello scultore.
Alle spalle della Fontana del Nettuno è invece presente una targa che proibiva di sciacquare i panni e di sporcare la fontana, pena una multa salata o addirittura la tortura, issando il corpo del trasgressore con delle funi nella piazza.
Sul lato nord di Piazza della Signoria, sulla facciata di Palazzo Guidacci, fa la sua bella figura la meridiana ottocentesca, un quadrante solare che indica esattamente quando il sole si trova nel punto più alto del cielo a Firenze, quindi a mezzogiorno. Il tempo segnato dal sole cambia però rispetto a quello dei nostri orologi a causa dei fusi orari, dell’ora legale e del movimento della Terra.
Un’altra piazza particolarmente apprezzata per la sua bellissima armonia è quella della Santissima Annunziata, su cui si erge la statua equestre di Ferdinando I de’ Medici, opera del Giambologna e del suo allievo Pietro Tacca.
Se risulta impossibile non notarla, bisogna invece porre la giusta attenzione a quello che appare alla sua base nella parte posteriore. Vi è infatti raffigurato uno sciame di api, perfettamente disposte in una serie di cerchi concentrici, al cui centro si trova l’ape regina.
Le api rappresentano il popolo, i cittadini di Firenze sempre laboriosi e fedeli al sovrano, mentre l’ape regina simboleggia il Granducato. Ma proprio questa particolare opera nasconde un trucco, in quanto risulta molto difficile riuscire a contare tutte le api. Stabilirne il numero esatto è praticamente impossibile a causa della forma del disegno, che non favorisce il conteggio degli insetti.
La leggenda vuole che chi riesce a contarle tutte senza toccarle o indicarle sarà baciato dalla fortuna.
La stessa statua equestre è protagonista di un’altra storia particolarmente interessante, che parla di passione e gelosia.
Ferdinando de’ Medici, infatti, non incarna solo il potere politico di una delle famiglie più importanti del Rinascimento fiorentino, ma anche ciò che è legato agli intrighi amorosi dell’epoca. A renderlo famoso non è stato solo il suo ruolo di sovrano del Granducato di Toscana, ma anche la sua vita privata.
Leggenda vuole che Ferdinando I, pur essendo sposato con Cristina di Lorena, avesse molte amanti, e tra queste proprio una sembra abitasse all’interno del palazzo che si trova di fronte alla statua equestre.
Ecco perché il Giambologna scolpì la testa del sovrano in modo particolare: non dritta davanti a sé, a guardare verso il Duomo, ma spostata verso destra, quasi a controllare la finestra della sua amata di turno.
È una rappresentazione piuttosto insolita di colui che simboleggiava potere e magnificenza, perché fa intuire a chi guarda lo stato emotivo del sovrano, qui tormentato dalla gelosia e per questo idealmente intrappolato tra i doveri politici e la passione amorosa.
Sono piccoli particolari che possono facilmente sfuggire percorrendo le strade di Firenze con lo sguardo rivolto soltanto ai suoi monumenti più celebri. Basta invece rallentare, osservare le facciate, le statue e persino le pietre per scoprire una città diversa: fatta non soltanto di grandi capolavori, ma anche di racconti, simboli, leggende e curiosità tramandate nei secoli.
Una Firenze da scoprire, letteralmente, con il naso all’insù.


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